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Sarà presto rinnovato il tunnel "Ivan" sulla Sarajevo-Bradina

Operai al lavoro nel tunnel "Ivan"

Cantiere in Bosnia di GCF per risolvere un problema "storico"

Con l'avvio dei lavori di rinnovamento del tunnel "Ivan" GCF - Generale Costruzioni Ferroviarie affronta la parte più complessa dei lavori di armamento ferroviario della linea Sarajevo-Bradina, lungo il Corridoio V che collega la capitale a Mostar.
La notizia è rimbalzata in questi giorni su tutti i media bosniaci: da 50 anni si attende il rinnovamento dei binari nello storico tunnel che, per le sue caratteristiche, ha da sempre costituito un "collo di bottiglia" lungo 3 km. causa di rallentamento del traffico ferroviario a 20 km/h.

"La sezione di lavori di rinnovamento ferroviario in cui rientra il tunnel - commenta il Project Manager GCF, Roberto Accinelli - presenta indubbiamente particolari caratteristiche di difficoltà. Il tunnel, in pietra, ha una larghezza di soli 3,60 mt ed è soggetto a considerevoli infiltrazioni idriche. Fattori che ci hanno indotti ad optare per la posa del binario su piattaforma di cemento".

Il cantiere bosniaco di GCF prevede anche il completo rifacimento della linea di Trazione Elettrica. L'ultimazione dei lavori dell'intera tratta Sarajevo-Bradina, prevista il luglio 2016, consentirà di adeguare il traffico ferroviario allo standar europeo di 120 km/h.

La Sarajevo-Bradina, lungo il corridoio V verso Mostar, è una linea ferroviaria storica che da 125 anni permette, pur con le difficoltà dovute alla morfologia montuosa, di collegare la campagna al mare. La tratta, lunga 39 chilometri, comprende ben 19 ponti e 11 tunnel, fra cui i 3 km del tunnel Ivan. Da cinquant'anni si auspicava un intervento risolutivo per porre rimedio alla strettoia costituita dal tunnel Ivan: per mettere a punto soluzioni progettuali idonee per dieci anni si sono confrontati i maggiori studi europei di ingegneria che hanno prodotto oltre 13 ipotesi di intervento.

Il rinnovamento della linea ferroviaria, per la quale GCF impiega oltre 100 dipendenti italiani e bosniaci, avrà un impatto positivo non soltanto sul turismo ma anche, e soprattutto, sulla competitività del comparto industriale della Bosnia-Erzegovina che, nella zona della capitale, annovera alcune delle sue maggiori aziende.

 

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Il cantiere GCF al tunnel Ivan

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