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A Pristina il "nuovo corso" di Manifesta 14

GCF con la Biennale che rinnova

Una Biennale per rigenerare la città, col sostegno delle imprese

Arte e progetti di “rigenerazione” urbana. A Pristina, con Manifesta 14, la Biennale Europea itinerante, l’Arte Contemporanea interpreta un nuovo modello: quello di start up di rilancio. Anche con il sostegno diffuso di privati e Aziende che - come GCF, da anni attiva in Kosovo – hanno collaborato e sostenuto la realizzazione della 14a edizione di una delle Biennali d’arte più note e influenti al mondo.

Più di 100 artisti provenienti da oltre 30 Paesi, per i 100 giorni in cui Manifesta 14, fino al 30 ottobre, proporrà un programma ricchissimo di arte, eventi, workshop con l’obiettivo di stimolare i cittadini a riappropriarsi dello spazio pubblico. Molti i nomi di fama internazionale; moltissimi (circa il 65%) gli artisti provenienti dal Kosovo e dai Balcani occidentali. Ma non è questo il motivo per cui la fondatrice e direttrice di Manifesta, Hedwige Fijien, ha voluto definire la Biennale internazionale itinerante ”radicalmente locale”.

L’aspetto fieramente “local” dell'appuntamento con l’Arte Contemporanea Internazionale sta, invece, nel tentativo di far sì che Manifesta accanto a mostre, esposizioni e progetti artistici diventi occasione e stimolo per avviare e realizzare progetti di rigenerazione e riqualificazione urbana. “Ne è un esempio – ha spiegato alla stampa internazionale la Direttrice Fijien - il Green Corridor, che trasforma parte di una ferrovia urbana in stato di abbandono in uno spazio verde e in un percorso pedonale cittadino. La comunità è coinvolta nella piantumazione, progettazione e manutenzione di questo corridoio che promuoverà il cambiamento ambientale a lungo termine nella città”.
Un progetto di “urbanismo partecipato” voluto da uno dei due “mediatori creativi” – così Manifesta ha rinominato i curatori della Biennale - il torinese Carlo Ratti che, con la sua agenzia di design e innovazione, ha saputo coinvolgere individui e comunità locali nel processo “dal basso” di ripensamento del ruolo delle infrastrutture locali e dell’uso dello spazio pubblico. Cosi “Manifesta 14” a Pristina, la capitale più giovane d’Europa e, insieme, quella dove più urgente è il recupero e la riorganizzazione degli spazi cittadini, ha potuto non soltanto creare un grande evento espositivo “diffuso” in 22 sedi cittadine, ma lanciare numerosi interventi che, come il Green Corridor - realizzato anche grazie alla collaborazione di GCF - puntano a favorire la riqualificazione del tessuto urbano.
Una Biennale d’arte e, insieme, un evento catalizzatore di trasformazioni, un’agenzia di rigenerazione urbana: Manifesta 14 a Pristina ha potuto contare, oltre che sul proprio modello misto di finanziamento pubblico-privato, sul supporto di un’ampia gamma di fondi e fondazioni internazionali che la sostengono fin dall’esordio, nel 1996, e – specificano gli organizzatori – “sul consistente sostegno finanziario da parte di sponsor aziendali, partnership di grande importanza che permettono a Manifesta di promuovere nuove visioni nell’arte e nella cultura e di realizzare biennali itineranti site-specific in Europa”.

“Il rapporto con il territorio – commentano con soddisfazione i dirigenti della GCF - Kosovo - l’obiettivo di rinnovare e contribuire allo sviluppo, la compatibilità ambientale e la sostenibilità nel futuro sono temi che un’azienda come GCF, impegnata nel rinnovamento integrale della rete ferroviaria del Paese, non può che sentire come propri: sono un elemento fondante della nostra cultura imprenditoriale e costituiscono l’obiettivo ultimo del nostro operare. Per questo assicurare il nostro contributo è stato un gesto “istintivo” che nasce spontaneamente dal legame con questo territorio e dall’impegno a contribuire al nostro meglio per lo sviluppo del Paese”.

L'impegno di GCF in Kosovo

L’impegno di GCF in Kosovo è iniziato nel febbraio 2019, con la firma del contratto da 78,6 milioni di euro relativo al Lotto 1 per la tratta Fushë Kosovë - Hani i Elezit verso il confine macedone: 67 chilometri di linea (il 45% della sezione kosovara della Rail Route 10) da ricostruire pressoché integralmente. Un progetto complesso, considerato da Infrakos un "prerequisito per lo sviluppo dell'intero Paese"; un'opera che, avviata nel settembre di quello stesso anno insieme al subappaltatore locale designato R & Rukolli, ha comportato, oltre ai lavori tipici dell’armamento ferroviario, corposi interventi ed opere civili per il rifacimento di sottopassi, gallerie, ponti stazioni.

Nel settembre 2021, inoltre, il Gruppo Rossi si è aggiudicato anche il secondo lotto: un contratto del valore di 47,9 milioni di euro per la ricostruzione della sezione ferroviaria compresa tra Fushë Kosovë e Mitrovice. Il progetto approvato da Infrakos, prevede la consegna di 34,4 km di linea ferroviaria principale completamente ricostruita e 9,1 km di binario e scambi nelle stazioni, oltre che il ripristino di circa 18 km di rete stradale parallela e trasversale alla linea - strade di servizio o interessate dai 32 passaggi a livello attuali - anche mediante il restauro o la ricostruzione dei ponti esistenti (16, molti in acciaio, alcuni in muratura) e la realizzazione di opere idrauliche e adeguati canali sotterranei.

Il Corridoio X è lungo complessivamente 252 chilometri di cui 148 attraversano il Kosovo lungo l’asse Nord-Sud Leshak – Hani i Elezit. Da Kraljevo (in Serbia), attraverso Lapovo raggiunge Belgrado; a Sud, in Macedonia, da Gjiorche Petrov raggiunge Skopje. La sua integrazione nel corridoio europeo orientale/Est Mediterraneo (Rete Ten-T, asse 4) consentirà di collegare i Balcani con l’Austria, la Grecia e la Bulgaria.

Per approfondimenti:

Con GCF il Kosovo dà il via alla modernizzazione della rete ferroviaria

Avviato in Kosovo il rifacimento della ferrovia Rail Route 10

Kosovo: a GCF anche il secondo lotto della Rail Route 10

2022.08.22 GCF Manifesta 1

crediti fotografici: artribune.com