Skip to main content

Nuovo PRG per Trieste Campo Marzio

GCF impegnata a potenziare Trieste Campo Marzio

Si entra nel vivo del progetto di potenziamento ed efficientazione

Concluse le fasi propedeutiche con l’attivazione della nuova zona elettrica TE colore fucsia, ci si appresta, a Trieste Campo Marzio, a dare il via al poderoso progetto di potenziamento della stazione RFI deputata a connettere il porto di Trieste con il resto d’Europa attraverso i Corridoi Ten-T.

Inserito tra le opere finanziate dal Pnrr ed affidato all’Ati composta da GCF (capogruppo), Se.Ge.Co. e Alstom, il progetto prevede la progettazione esecutiva e la realizzazione del nuovo PRG e del nuovo ACC di Trieste Campo Marzio, nonché la realizzazione di due nuovi fabbricati tecnologici e degli impianti di trazione elettrica, luce e forza motrice e telecomunicazioni.

Di fatto un radicale piano di potenziamento e rifunzionalizzazione dell’infrastruttura atta ad elevare l’efficienza del nodo ferroviario adeguandola ai modelli attuali di traffico e di velocità operativa nello smistamento delle merci. Un intervento che, comprensibilmente, dovrà essere attuato minimizzando le interferenze con il flusso delle merci in arrivo e in partenza dal Porto di Trieste - oltre 62 milioni di tonnellate annue di merci movimentate (dati Assoporti 2018) – legato a doppio filo all’efficienza dell’infrastruttura ferroviaria se si considera che, come sottolineato orgogliosamente dal presidente dell’Autorità del Sistema Portuale del Mare Adriatico Orientale, “oltre il 50% dei container e il 41% dei rimorchi diretti o in partenza dal porto viaggiano via ferro, superando addirittura le soglie degli obiettivi posti dall’Unione Europea”. In effetti, con i suoi 9.304 treni manovrati nel 2021 (+ 15,13% rispetto all’anno pandemico precedente) e gli oltre 11mila manovrati nel 2022 Trieste conferma il trend in crescita e si attesta come primo scalo ferroviario d’Italia.

“Di fatto la complessità dell’intervento - spiega Paolo Lopez, project engineer di GCF - consiste essenzialmente nella necessità di attuare interventi corposi, finalizzati alla massima efficientazione del traffico, arrecando il minimo impatto d’esercizio e il più ridotto contraccolpo possibile sull’ordinaria attività attuale preservandola dall’onda d’urto di gravose interruzioni. Per questo motivo si è provveduto in fase di predisposizione del progetto esecutivo a prevedere una rigorosa suddivisione degli interventi per l’adeguamento del vecchio impianto in sei macro fasi suddivise, ognuna, in puntuali micro operazioni e in un granulare flusso di piccoli cantieri-smart”.

Proprio all’obiettivo di consentire di “lavorare sotto le ruote”, appunto minimizzando l'impatto dei lavori sul traffico delle merci, sono finalizzate le operazioni preliminari effettuate nelle scorse settimane, tra cui un ulteriore sezionamento delle zone elettriche della stazione finalizzato ad ottenere la nuova zona elettrica TE color fucsia che sarà alimentata tramite il nuovo sezionatore a manovra manuale 3kV cc n.56, in derivazione dalla zona elettrica ROSSA 1. “Certamente un’operazione minore - sottolinea l'ing. Lopez - ma non di poca rilevanza: ricavare più zone elettricamente indipendenti ci permetterà all’uopo di ridurre le aree che dovranno essere sottoposte ad interruzione per eseguire gli interventi previsti e, quindi, di mantenere il più possibile efficiente l’infrastruttura nel corso dei lavori”.
Ora, a partire da febbraio, si entrerà nel vivo delle sei fasi esecutive dei lavori che provvederanno al rifacimento di binario, trazione elettrica, segnalamento, fabbricati e alla rifunzionalizzazione dell’intera infrastruttura.

La storia ufficiale del porto di Trieste inizia nel 1719 con la concessione di Porto Franco da parte dell'Imperatore del Sacro Romano Impero Carlo VI. Sviluppato in seguito sviluppato dalla figlia Maria Teresa d’Austria divenne in breve il Porto dell’impero austroungarico. Con l’apertura del canale di Suez (1869) l’importanza dello scalo commerciale è aumentata via via, determinandone il progressivo ampliamento.
Gestito oggi dall’Autorità del Sistema Portuale AdSPMao (Mare Adriatico Occidentale) si colloca al vertice della classifica nazionale dei porti: grazie alla profonda sinergia con Rete Ferroviaria, è considerato un modello per il cargo ferroviario e l’intermodalità dei trasporti, confermando la vocazione al ruolo di gateway di respiro europeo e internazionale.

GCF, primi lavori a Trieste Campo Marzio